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[Italian] IL RACCONTO DA CUI DERIVA LA SCENEGGIATURA
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TheLightAtTheEndOfTheWorld[Italian] INTERVISTA CON TOMMASO DE BENETTICome è nata l'idea per The Light At The End OF The World?Dunque, dobbiamo distinguere di cosa parliamo. Il racconto esiste dal dicembre 2003. Ho scritto diversi raccontini del genere e la genesi precisa di The Light mi sfugge. Solitamente parto da un'immagine che ho in mente (e che di solito si manifesta sotto forma di insight, una sorta di "colpo di genio", se mi passate il termine) e cerco di costruirci attorno una storia. E' per questo motivo che me la cavo bene sulla corta distanza ma se provo a scrivere testi più lunghi non funzionano. Ad ogni modo, ricordo che la prima immagine per The Light è stata quella di un letto a baldacchino sul pontile di un lago. Nella versione finale ovviamente ci sono stati dei significativi cambiamenti: quando cerchi una storia nella quale inserire l'immagine che hai in testa devi necessariamente apportare delle modifiche.
Parlando della genesi del film...c'è una storia divertente da raccontare. Mi trovavo ad Helsinki per studio, era il periodo natalizio e tutte le persone che conoscevo erano tornate nei rispettivi paesi per le feste o comunque stavano passando il Natale in famiglia. Io avevo deciso di non ritornare in Italia per una serie di ponderate ragioni (fondamentalmente per schivare i tradizionali 3-4 insostenibili pasti con i parenti), ma mi sono ritrovato completamente solo in un palazzone di sette piani. Avevo una certa difficoltà a passare il tempo: negozi e locali erano ovviamente chiusi, fuori nevicava e io non potevo far altro che leggere o studiare. Sull'orlo di una crisi di nervi decisi che forse avrei potuto provare a trasformare uno dei miei racconti in sceneggiatura. Fra la Vigilia e il giorno di Natale sono nati quindi lo script di The Light At The End Of The World e quello di The Fall Of Adam, ispirato al Paradise Lost di Milton, libro che stavo leggendo in quel periodo.
Come sei riuscito a concretizzare l'idea?E' stata una cosa casuale, credo. Avevo certo intenzione di provare a girarlo, ma sapevo che mi sarebbero serviti dei soldi e conoscendomi lo script avrebbe potuto attendere per anni nel cassetto. Un giorno però stavo aspettando il treno nella stazione del mio paese, ed ho visto la locandina del Progetto Boomerang, un fondo comunale destinato a finanziare proposte dei giovani. Non sapevo se avrebbero accettato di pagare per la realizzazione di un cortometraggio ma mi sembrava stupido non provarci. E infatti...
Devo dire che la mia proposta è stata la più singolare. La maggior parte dei gruppi aveva sottoposto idee per eventi sul territorio in grado di coinvolgere più gente e soprattutto di dare un ritorno di immagine più consitente all'amministrazione. Credo però che l'esposizione del progetto sia sembrata convincente e qualche anima pia deve aver deciso di darmi credito.
Qual è stato il budget di realizzazione del film?Circa 700 Euro. Ne avevo chiesti più del doppio, ma prevedevo di girare il film in una location completamente da risistemare. Il comune invece mi ha offerto meno soldi ma una location che faceva al caso mio, e devo dire che è stata la scelta giusta. 700 Euro comunque sono bastati appena, e anche se non si vede molto o se non ci sono tanti personaggi è difficile immaginare quante spese si debbano sostenere anche per pochi minuti di riprese.
Ci sono state variazioni in corso di realizzazione rispetto all'idea originale?Sì, lo script è stato costantemente rimaneggiato. Sono stati apportati cambiamenti significativi in particolare al finale, che rimane inalterato nella sostanza ma modificato nella forma, per questioni puramente tecniche. Sono comunque soddisfatto del risultato. Devo dire che ho ricevuto input interessanti da amici e conoscenti, in questo senso Andrea Furlan è quello che mi ha dato più modo di riflettere sul corto, ma alcune modifiche proposte lo snaturavano eccessivamente e quindi ho deciso di non esagerare e attenermi il più possibile all'idea originale.
Il film è ambiguo, e diversi elementi suggeriscono più livelli di lettura. Qual è il suo significato?Il film ha sostanzialmente mantenuto il significato del racconto, pur inglobandone di nuovi. L'idea attorno a cui il corto è costruito riguarda il momento del distacco fra una madre e suo figlio, in un modo sofferto ma che si trasforma quasi in qualcosa di dolce e bello. In questo senso l'atmosfera è onirica perchè Gae e la Madre sono due simboli, non due persone. Quello che c'è fuori dalla finestra, in questa lettura, è irrilevante e rappresenta quello che si vede oltre il velo della morte. Ho voluto che fosse luce perchè da tempo ho abbandonato alcune tentazioni nichiliste tipiche dell'adolescenza.
L'albero e la scogliera sono un sogno, l'immagine che Gae sceglie di portare con sè prima del "balzo" nella luce. E' quello che decide di vedere mentre muore, ed è qualcosa di bello e tranquillo.
Ma non vorrei che questa lettura possa in qualche modo influenzare la vostra opinione sulla storia. Alcuni amici hanno interpretato gli eventi in maniera fantasiosa tirando fuori interpretazioni incredibili, tipo: "Gae non è una persona ma un "principio" che risiede in un mondo fuori dal nostro. La Madre potrebbe essere Dio, così come il Principio Generatore del Mondo. Gae, in tal senso, sarebbe la nascita dell'uomo, o della vita in generale. E' un momento di distacco, di cui la Madre soffre, ma è comunque un viaggio bello verso qualcosa di nuovo, per cui Gae non se ne dispiace"...
Vi lascio nel dubbio per quanto riguarda il "The Beginning" finale. La risposta trovatela da soli.
Le musiche sono originali e scritte per il film?Sì. Il compositore si chiama Marco Di Nocera.
Alla fine del film viene dichiarato che è stato sviluppato sotto licenza Creative Commons e che si può distribuire liberamente. Perchè?Perchè credo fermamente che l'arte, le idee, i manufatti culturali debbano circolare liberamente. Badate, il film può girare ma non è consentita la sua modifica. Detto questo, credo che se tutti quelli che producono qualcosa di "culturale" decidessero di farlo circolare liberamente, vivremmo in una società drasticamente più avanzata. Il Copyright è il Male Assoluto perchè si presta a strumentalizzazioni schifose e premia chi non se lo merita. Non dico che non sia giusto ricevere delle ricompense per il proprio lavoro, ma credo che il tutto dovrebbe limitarsi a poco più di un rimborso spese. Questo eviterebbe anche un mercato saturo di autori / compositori / scrittori senza niente da dire. La fame di denaro è la rovina della Cultura. Supportate Creative Commons!